Ragazze sott'acqua

Si sente parlare di embolia dai media particolarmente nel periodo estivo, come di un problema che specificamente colpisce i sommozzatori o coloro che praticano immersioni subacquee con respiratore: in realtà l’embolia è un fenomeno patologico più comune di quanto si possa pensare e colpisce giovani e anziani allo stesso modo. 

Cos'è un Embolo?

Embolo è il termine con cui si indica la presenza nel lume di un vaso arterioso o venoso di un corpo che può, in base al calibro che occupa, determinare ostruzione del vaso arterioso e dunque complicazioni secondarie a questo evento.

Cos'è un trombo piastrinico?

 In genere un embolo origina dalla formazione di un trombo piastrinico, cioè dalla aggregazione di piastrine, cellule del sangue. Da questa formazione aggregata stabile può distaccarsi una quota che fluttua nel sangue e, seguendo la corrente ematica (cioè del sangue), come un tronco di legno trasportato dalla corrente di un fiume, andarsi a depositare anche distante dal suo punto di formazione, determinando anche parzialmente una ostruzione del vaso ospitante.

Una parte del trombo può staccarsi per intervento di enzimi leucocitari, per rimozione del tappo fibrinico da parte della plasmina o per effetto della fragilità della massa di piastrine che forma il trombo. Quando il materiale trombotico (embolo) raggiunge un vaso di calibro inferiore al suo diametro, si ha l’arresto del flusso e l’occlusione del vaso. Pertanto, il frammento di trombo che si stacca (nelle trombosi venose può trattarsi di masse piuttosto grosse, lunghe fino a decine di cm, mentre in quelle arteriose osserviamo frammenti piccoli, di natura più friabile) entra in circolo seguendo la direzione del flusso. Tuttavia, l’occlusione di un’arteria non determina, a seguito di un embolo, sempre ischemia e infarto. Nel 90% dei casi una embolia origina da un trombo (o malattia trombo emolitica):

  • Trombo-embolia polmonare;
  • Trombo-embolia sistemica (rappresenta l’80% trombosi cardiache, aneurismi/placche aterosclerotiche dell’aorta e di arterie di grosso calibro, emboli paradossi …).
  • Trombosi venose che generano un infarto di un distretto arterioso (dalle vene l’embolo passa al sistema arterioso attraversando lo shunt destro – sinistro intracardiaco).

I diversi tipi di embolia

 

L’embolo però non è solo una massa solida data da un coagulo ma, più in generale, una “massa non miscibile (che non si mescola con il sangue) trasportata dal sangue in una sede lontana da quella della sua formazione, e che blocca il flusso” (perciò si può trattare anche di un gas o di un liquido idrofobico e oleoso). Esistono dunque altre cause di emboli, per cui si può parlare di:

  • Embolia Lipidica: si può verificare in pazienti traumatizzati che abbiano subito frattura delle grandi ossa: spesso avviene a seguito delle fratture la messa in circolo del midollo osseo tramite i pori traumatizzati; l’inserzione di materiale lipidico nel sangue è pericolosa perché ha un effetto emodinamico e irritativo di danneggiamento della parete endoteliale.
  • Embolia Amniotica: l’ingresso di liquido amniotico e dei fattori irritanti in esso contenuti all’interno della circolazione sanguigna materna (con fattori irritanti intendiamo elementi quali prostaglandine, istamina, leucotrieni, fattori attivanti complemento ecc. i quali concorrono all’instaurarsi di una devastante reazione simil-anafilattica nella partoriente. N.d.C) è una complicazione non indifferente nella gestione di un parto.
  • Embolia Gassosa: l’ingresso di gas può essere collegato ad un’errata trasfusione oppure a una condizione detta “malattia del palombaro” o “malattia da decompressione”; quest'ultima la più diffusa fra chi pratica sport subaquei.

Qualunque sia la causa della embolia, l’intervento terapeutico in strutture nosocomiali attrezzate deve essere immediato, per salvare la vita (spesso) e l’organo (sempre) interessato dal processo ischemico indotto dall’embolo.