Il progressivo processo infiammatorio che si instaura nella cartilagine porta a sintomi e segni caratteristici:

  • dolore articolare, presente in particolare nei movimenti
  • scrosci, click articolari (sensazione di strofinamento dei capi articolari al movimento)
  • perdita di forza dei muscoli che agiscono sui segmenti osteoarticolari colpiti dal processo infiammatorio
  • gonfiore dell’articolazione colpita
  • talora ipertermia della stessa articolazione
  • riduzione dei gradi di movimento dell’articolazione colpita

La diagnosi si basa su una serie di elementi: anamnesi, valutazione clinica e, come esami diagnostici come TC e Risonanza magnetica. La cartilagine infatti è un tessuto non facilmente esplorabile con radiografie ed ecografie, tranne in casi particolarmente conclamati.

La terapia prevede un approccio vario, da personalizzare di volta in volta:

  • riposo funzionale dell’articolazione interessata
  • uso di integratori (in commercio esistono molti integratori per la cartilagine, che forniscono un supporto per la ricostruzione della stessa, tuttavia il loro beneficio è reale solo per i soggetti giovani, sotto i 35 anni di età (non vi sono studi scientifici rilevanti che dimostrino la loro efficacia in soggetti di età superiore)
  • ghiaccio (in presenza di dolore o calore, per “spegnere” l’infiammazione in fase acuta)
  • termoterapia (nella fase cronica il calore aumenta la vascolarizzazione dell’articolazione e facilita i processi rigenerativi della cartilagine)
  • farmaci (si possono usare per bocca, intramuscolo, anti-infiammatori e cortisonici)
  • fisioterapia (utili magnetoterapia e laserterapia, ipertermia e tecarterapia soprattutto nelle fasi iniziali)
  • infiltrazioni articolari (all’interno della articolazione si può infiltrare o cortisone o acido ialuronico, uno dei substrati della cartilagine, che ha effetto anti-infiammatorio e nel contempo “lubrifica” l’articolazione fornendo direttamente il substrato per la ricostruzione della cartilagine)
  • ortesi per correzione di fattori biomeccanici predisponenti (per le condromalacie rotulee, ad esempio si usano tape o ginocchiere specifiche per ridurre i fenomeni di attrito

Gli interventi chirurgici artroscopici di ricostruzione della cartilagine (condroplastica) sono da prendersi in considerazione quando l’usura è tale che i processi rigenerativi della cartilagine non sono più sufficienti e comunque possono essere presi in considerazione in determinate circostanze (soggetti normopeso, con età inferiore ai 45 anni in media), poiché la condroplastica, in altri casi, ha alte probabilità di insuccesso, anche quando si usano cellule staminali.

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