Stralcio di libro che indica come fare una fasciatura al polso

In ambito sportivo, la realizzazione di una fasciatura a scopo protettivo, di rinforzo o terapeutico è cosa molto comune, medici sportivi, fisioterapisti, massaggiatori sono avvezzi a questo mezzo molto utile, quelle che si forniranno sono indicazioni generiche per la realizzazione fai da te di una fasciatura.

Per quali motivi si fanno i bendaggi?

Partiamo dal presupposto che in base alle esigenze i bendaggi vengono generalmente distinti in:

  • Bendaggi di protezione: sono quei bendaggi che servono a proteggere parti del corpo esposte a ferite, siano esse di natura chirurgica o traumatica ed hanno la funzione di preservare la sterilità, la limitazione del sanguinamento e l’assorbimento delle secrezioni. In genere il loro spessore è minimo, per fare respirare la ferita, e deve essere rinnovata spesso se vi sono secrezioni continue.
  • Bendaggi compressivi: nascono con la esigenza di limitare o impedire la formazione di ematomi o di limitare le emorragie, oppure di contenere delle varicosità. Il loro spessore è ovviamente maggiore, e spesso le garze usate in questi casi sono anche elastiche per consentire un minimo di dinamicità.
  • Bendaggi contenitivi: sono quelli più usati a livello sportivo, e nascono con l’esigenza di aiutare le articolazioni ad essere più stabili nei movimenti di torsione o nelle sollecitazioni più violente.

Quali sono le diverse tipologie di bendaggio?

In genere per la realizzazione di un bendaggio si usano materiali in tessuto vegetale o sintetico, confezionato in rotoli; la tipologia del materiale scelto è basata sul distretto corporeo da bendare, dal tipo di condizione patologica da bendare e dalla presenza di ferite aperte o chiuse. In commercio, generalmente, vi sono bende di cotone puro, con varia larghezza,. La scelta del cotone non è casuale, anzi: il cotone è poroso, ipoallergico e resistente, con un certo grado di elasticità, per cui si presta molto per l’obiettivo bendaggio. Al materiale di base, poi, possono essere aggiunti altri elementi ognuno dei quali può anche avere funzione terapeutica: lattice, gesso, ossido di zinco.

In base al tipo di bendaggio eseguito, si distinguono:

  • bendaggi con avvolgimento circolare (i più comuni, si usano per gli arti, devono essere confezionati dal basso verso l’alto, mantenendo un angolo retto rispetto all’asse longitudinale dell’arto fasciato)
  • bendaggi a spirale (si usano per parti del corpo a guisa di prisma con base circolare, e si realizzano avvolgendo la parte interessata con una struttura ad anelli in senso elicoidale, sempre dal basso verso l’alto e con una inclinazione obliqua rispetto all’asse maggiore dell’arto)
  • bendaggio con avvolgimento a spiga (previsto sempre per strutture del corpo di forma cilindrica, si inizia dal basso con tre giri orizzontali e, dopo avere posto la benda in posizione diagonale, si prosegue verso l’alto; dopo ogni giro di benda dell’arto si inverte l’angolo formando una serie di giri perpendicolari fra di loro)
  • bendaggio ad otto (si usa prevalentemente per le articolazioni, si inizia dal basso con tre giri orizzontali e successivamente si posiziona la benda in posizione diagonale rispetto all’asse maggiore dell’arto per risalire lungo l’arto realizzando una serie di otto attorno alla articolazione).

Le 5 regole d'oro per un bendaggio perfetto

In ambito sportivo i bendaggi sono la norma, si usano per rotture muscolari, contusioni, distorsioni, lesione di legamenti, fratture, ematomi, ferite, eccetera.

Regole essenziali nel realizzare un bendaggio sono le seguenti:

  • il bendaggio non deve provocare dolore
  • il bendaggio deve essere effettuato su parti del corpo libere da anelli, piercing, bracciali, eccetera
  • al termine del bendaggio questo va difeso e protetto dall’umidità
  • sul bendaggio non vanno applicati corsetti, tutori, o altro, per evitare compressioni o abrasioni cutanee
  • il bendaggio va rimosso in presenza di dolore ingravescente o di gonfiore o cianosi o formicolio della estremità distale dell’arto fasciato

Sono regole queste essenziali che consentono di evitare rischi per il paziente.