Atleta che salta ostacolo in corsa

Il collasso dal punto di vista clinico si identifica con lo svenimento, la perdita di sensi di un paziente, secondario ad un intenso stimolo nervoso parasimpatico vagale, capace di inibire i centri nervosi regolatori della circolazione.

Clinicamente il quadro può essere secondario ad emozioni intense, con una certa frequenza il collasso è da definirsi collasso da sforzo quando secondario ad un intenso sforzo fisico non proporzionato con le possibilità dell’atleta. 

Perchè si verifica il collasso da sforzo?

Sempre dal punto di vista clinico il quadro definito anche come shock neurogeno e si manifesta con 

  • crollo della pressione arteriosa;
  • diminuzione delle pulsazioni arteriose periferiche;
  • perdita transitoria della coscienza (lipotimia);
  • nausea;
  • sudorazione;
  • vomito;
  • ipostenia o astenia (mancanza o perdita di forza);

Come si interviene in caso di collasso da sforzo o shock neurogeno?

In questi casi l’atleta va disteso all’ombra, le gambe vanno elevate per favorire il ritorno sanguigno al cuore, va rinfrescata la cute. L’evoluzione del collasso è generalmente favorevole, ma non sono infrequenti situazioni sfavorevoli con possibile esito fatale se il soggetto colpito da collasso viene sorretto e sostenuto in piedi.

Quali sono le cause del collasso da sforzo?

Le condizioni che predispongono l’atleta al collasso da sforzo sono tutte quelle che iperstimolano il nervo vago sono in gran parte correlabili ad intense e prolungate prestazioni sportive:

  • ipossia (riduzione dell’ossigeno disponibile)
  • ipercapnia (aumento della anidride carbonica)
  • acidosi metabolica (eccessiva presenza di acido lattico nei muscoli)
  • iperkalemia (aumento eccessivo del potassio nel sangue)
  • alterata digestione (specie nei soggetti tra 12 e 25 anni)

In genere dopo un evento del genere è consigliabile un check up generale (prelievo ematico, esame delle urine, elettrocardiogramma basale), sia per escludere patologie concomitanti che eventuali effetti collaterali.

È da ricordare poi che vi sono soggetti predisposti allo shock neurogeno, per naturale e congenita ipersensibilità del sistema nervoso parasimpatico: a questi soggetti piccole emozioni e sforzi fisici di medio-scarsa intensità sono in grado di scatenare il fenomeno del collasso. In genere tale ipersensibilità con gli anni scema, dunque non vi sono particolari provvedimenti da prendere, eccetto il buon senso di evitare sport nei quali la eventuale perdita dei sensi non determini un serio rischio della vita (ad esempio, a chi soffre di ipersensibilità vagale è sconsigliabile la pratica di sport subacquei, motoristici o automobilistici).