Il cobalto è un elemento chimico di colore bianco argento che nella tabella degli elementi ha numero atomico 27 e simbolo Co. Il nome curioso ha origini probabilmente greche (kobalos = folletto) ed è un elemento che si ritrova facilmente a piccole quantità in rocce, acqua, piante e animali. Generalmente la forma in cui si trova è combinata con altri elementi: ossigeno, zolfo, arsenico, rame, ferro, piombo, nickel e argento. Usato in moltissimi campi dell'industria trova applicazioni anche in medicina: il cobalto-60 ad esempio, facile da produrre, esponendo cobalto naturale ai neutroni prodotti da un reattore nucleare, è un isotopo radioattivo del cobalto usato come sorgente di raggi gamma nella radioterapia per il trattamento di alcuni tumori. 

Cobalto è anche usato per la sterilizzazione dei cibi tramite radiazione (pastorizzazione a freddo). Sempre il cobalto è usato nella costituzione di leghe per protesi in ambito medico (protesi dentistiche e ossee). Le leghe di cobalto distinte tra loro in base alla proprietà ed alla composizione chimica, hanno una caratteristica comune: l'elevata resistenza meccanica anche a temperature elevate derivante dalla natura cristallografica del cobalto, dal Cromo, dal Tungsteno e dal Molibdeno presenti in soluzione solida nella matrice di cobalto.

 

Cobalto alimenti

E' presente in piccole tracce nel corpo umano, assunto da origini alimentari (il nostro corpo non è in grado di produrre questo elemento). Il cobalto dunque è assunto dagli alimenti.

Presente in tutti i tessuti animali, con concentrazione più alta i fegato, reni e ossa, viene dunque assunto da:

  • alimenti di origine animale - latte e latticini, carne, molluschi, frattaglie
  • alimenti di origine vegetale - ortaggi a foglia verde (lattuga), funghi, cereali, olio di semi.

Cobalto a cosa serve

Il suo assorbimento intestinale è minimo e viene secreto con le feci. Nel colon è essenziale per la sintesi batterica della vitamina B12, di cui è un componente essenziale, e dunque influenza grandemente la funzionalità del midollo osseo a produrre elementi cellulari per il sangue (emopoiesi). Esso agisce stimolando la produzione dell'ormone eritropoietina a livello renale, mimando una condizione di ipossiemia che di riflesso attiva diversi geni, inclusi quelli che codificano per l’eritropoiesi (produzione di globuli rossi) e i fattori di angiogenesi (formazione di nuovi vasi sanguigni). Il cobalto inibisce la sintesi dell’eme in vivo, agendo su almeno due siti di sintesi, determinando così la produzione di cobalto-proto-porfirina piuttosto che di eme e quindi induce una policitemia, con aumento della viscosità del sangue e di un’intensa angiogenesi. Aneddoto storico interessante: proprio per questo principio il cobalto è stato usato come sostanza dopante dagli atleti. Diversi studi hanno dimostrato che una somministrazione di 150 mg al giornoper venti giorni circa, di cobalto cloruro, facilmente reperibile sotto forma di sale, determina un aumento fino al 20% dei globuli rossi, associandosi ad incremento del 6-11%. ll dato curioso è che la WADA (agenzia antidoping mondiale) ad oggi non mi risulta l'abbia mai inserita nella lista delle sostanze dopanti. Oltre tutto ha poi anche una azione pro-enzimatica, agendo come attivatore in alcuni sistemi.

Cobalto carenza  

E' una condizione clinica molto rara, apprezzabile soprattutto in in continente africano per le note carenze alimentari. Nelle società occidentali la condizione si apprezza raramente nei bambini affetti da forte anemia. Fenomeni di carenza possono verificarsi in caso di regimi vegetariani molto rigidi per cui uno scarso apporto di cobalto induce riduzione di vitamina B12 e quindi insorgenza di anemia perniciosa e gravi disturbi al sistema nervoso (cefalea, intorpidimento periferico e parestesie, disturbi mentali come amnesia, depressione, ipostenia, apatia e psicosi) 

Cobalto intossicazione

Non esistono dati espliciti che documentino intossicazione da cobalto alimentare, ma bisogna ricordare il documentato caso negli anni 70 della sindrome della “cardiomiopatia del bevitore di birra” apparsa in Canada in seguito all’uso nella industria alimentare di solfato di cobalto come stabilizzatore della birra (i grandi bevitori potevano avere emopericardio, elevate concentrazioni di emoglobina ed anche arresto cardiaco).

Sono invece note le intossicazioni da sovraesposizione al cobalto in ambienti lavorativi. Alte dosi di cobalto possono causare:

  • alterazioni strutturali e funzionali della tiroide (gozzo tiroideo),
  • aumento del livello di globuli rossi (policitemia),
  • alterazioni del sistema nervoso,
  • alterazioni gastrointestinali (diarrea, enterocolite),
  • alterazioni dell'apparato respiratorio (fibrosi interstiziale polmonare),
  • allergie (dermatite allergica, eczema, asma).

Dal 2006 è poi stato considerato cancerogeno: la prolungata esposizione al cobalto infatti aumenta il rischio di sviluppo di tumori come sarcomi e leucemie / linfomi

Una forma particolare di intossicazione cronica da cobalto è attualmente oggetto di studio e riguarda i portatori di protesi (anca, ginocchio, etc). Anche se gli impianti protesici sono considerati biologicamente inerti, da una revisione della letteratura sono emersi, oltre a possibili reazioni allergiche, problemi di tossicità locale e sistemica, dovuti a detriti metallici, liberati dai materiali protesici per usura, corrosione e fattori meccanici (sfregamento, usura, sollecitazione, urto di detriti), tant'è che si inizia a parlare di cobaltismo protesico, dato ancora da confermare su studi in ampi scala.

Il fabbisogno giornaliero di cobalto è calcolato intorno ai 5-8 microgrammi, come valore medio, e si considera adeguato il quantitativo apportato con la vitamina B12.