Il termine inglese Climber finger è usato dagli specialisti in medicina dello sport e dagli ortopedici per identificare la rottura traumatica acuta delle pulegge (generalmente le anulari) dei tendini, tipica degli scalatori, di coloro cioè che praticano arrampicata sportiva. La patologia in atto è in aumento per un incremento degli appassionati di questo sport ed è una patologia non grave ma fortemente invalidante.  

 La mano è di fatto un mirabile esempio di ingegneria meccanica, che funziona correttamente muovendosi in un'area molto ampia, raggiungendo facilmente tutte le parti del corpo (grazie anche alla mobilità del giunto della spalla, del gomito e del polso) e operare su piani diversi.

La metà distale della mano è divisa in cinque dita, che si flettono verso il palmo con il pollice ricopre un ruolo unico, quello di opporsi favorendo i meccanismi di presa e pinza.

Le dita ed il pollice sono catene di ossa articolate; ciascun dito è composto da tre ossa dette falangi collegate da tendini e legamenti. La falange prossimale di ciascun dito è collegata al corrispettivo osso metacarpale.

Quali sono i sintomi del Climber finger?

Nel climber finger, la maggioranza dei pazienti riferisce, a seguito di sforzi sportivi più o meno intensi e prolungati nel tempo, di un dolore acuto della faccia palmare del dito interessato (spesso il quarto e quinto dito, il dito anulare e il dito mignolo), spesso associato ad un rumore di crack durante l'esecuzione di una presa su ascensione nella parete da scalare. Nelle ore successive in genere si sviluppa un quadro di infiammazione locale, con gonfiore, dolore e limitazione nei movimenti di massima flessione ed estensione delle dita.

Come si diagnostica il Climber finger?

Nel climber finger è anche frequentemente interessato il terzo dito e l'ecografia articolare in sede, eseguita tramite scansioni assiali e sagittali, ottenute a riposo e durante flessione contrastata, è altamente diagnostica, evidenziando una sub-lussazione anteriore dei tendini flessori di grado variabile, con allontanamento dal piano osseo falangeo. Non è infrequente il riscontro di versamento ematico ipo-anecogenico localizzato all'interno della guaina sinoviale, posto tra falange e tendini. La puleggia che stabilizza il tendine sull'osso e che si lacera nel trauma è raramente visualizzabile all'ecografia, tuttavia si può avere una diagnosi precisa di quale puleggia si sia lacerata analizzando la sede della lussazione del tendini (in genere è massimale a livello della falange prossimale).

Come si cura il Climber finger?

Le lesioni parziali sono meno frequenti e appaiono come un ispessimento ipoecogeno del tratto distale della puleggia. A livello metacarpo-falangeo e carpale le lussazioni o sublussazioni tendinee sono meno frequenti, un po' più frequenti nei giocatori di tennis. In presenza di lesioni tipo climber finger, il riposo assoluto è d'obbligo. Ghiaccio, uso di tutori per immobilizzazione delle dita, anti-infiammatori (locali e per bocca) ed antidolorifici sono presidi non cruenti essenziali, da associare ad un buon recupero riabilitativo (laserterapia e Tecarterapia la fanno da padroni in questa patologia).

Il recupero completo, nelle lesioni complesse, è difficile, nella gran parte dei casi invece il recupero, anche se molto lento (la ripresa agonistica avviene a quattro mesi mediamente dal trauma) è netto, anche se episodi di algodistrofia sotto carico sono possibili, specie dopo i trenta anni di età.