Cervicale: cos’è e perché può far male causando la cosiddetta cervicalgia? (prima parte)

Una diagnosi di cervicale passa ovviamente da un consulto medico specialistico: una radiografia del rachide cervicale ed una adeguata valutazione medica sono spesso sufficienti per la definizione clinica, tuttavia se alcuni sintomi persistono, dopo un primo approccio terapeutico, sono utili ulteriori accertamenti, specie se i sintomi che persistono riguardano le alterazioni della sensibilità degli arti o delle mani, poiché il rischio è che alla cervicale si associ una qualche altra patologia (la più comune è una ernia del disco).

In questi casi sono utili una elettromiografia degli arti superiori, che permette di valutare lo stato di salute delle radici nervose che emergono dalla colonna cervicale, la cui disfunzione può essere appunto la causa delle disestesie o della perdita di forza degli arti), ed eventualmente una TAC o una risonanza magnetica del rachide cervicale, che permettono la visualizzazione di ernie che possano comprimere in nervi e causare i sintomi di cui sopra si è detto.

Come si cura una cervicale infiammata? In una prima fase è utile:

  1. Riposo funzionale: durante le ore diurne l’uso di collari cervicali è finalizzato a mettere a riposo i muscoli del collo, sostenendo il capo senza ulteriori aggravi.
  2. Farmaci anti-infiammatori: il loro uso nel breve termine può dare un grande sollievo, riducendo dolore ed infiammazione.
  3. Farmaci anti-cinetosi: sono quei farmaci che riducono la sensazione fastidiosa di vertigine e conseguentemente di nausea e senso di vomito. Vengono presi con regolarità e per lunghi periodi.
  4. Termoterapia: l’applicazione locale di calore rappresenta un presidio terapeutico importante, in quanto riduce la tensione muscolare in sede ed attenua la sintomatologia.
  5. Fisioterapia: diversi macchinari (elettroterapia, laserterapia, tecarterapia) e diverse tecniche fisioterapiche (massoterapia, mobilizzazione articolare, trazione) possono rappresentare un grande ausilio nel ridurre l’infiammazione e nel recupero della funzionalità.
  6. Agopuntura e ozonoterapia: sono tecniche che agiscono sui punti dolorosi del rachide e progressivamente possono aiutare quei pazienti che non rispondono ad una terapia convenzionale o che non possono fare altra terapia per patologie concomitanti
  7. Balneoterapia: i fanghi termali, sin dai tempi egli antichi romani, hanno una azione terapeutica e preventiva importante, sono dunque consigliabili.
  8. Ginnastica: una regolare attività fisica, con esercizi per il cingolo scapolare e per la colonna, è in grado di ridurre gli episodi di limitazione funzionale algica del rachide cervicale e dunque di stare meglio.