Rappresentazione grafica dei vari tagli della carne di maiale, riportati sull figura di un maiale

La negativa percezione del consumatore di carni di origine suina è nota da tempo: diverse indagini epidemiologiche indicano che gran parte delle persone pensa che la carne di maiale sia grassa, dunque faccia male, nel lungo termine, all'uomo, predisponendo a malattie come la ipercolesterolemia, l'ipertensione, la ipertrigliceridemia, eccetera.

Carne di maiale: eccellente fonte di proteine

Come detto, però, questa è la percezione che la gran parte di noi ha del maiale, poiché lo si immagina grasso e sporco, in realtà la carne proveniente da suini è mediamente una fonte eccellente di proteine che possono essere incluse nella colazione (per gli amanti della colazione alla americana), pranzo, cena e spuntini.

La carne di maiale, sia essa fresca che lavorata, può essere magra o grassa, dipende ovviamente dal taglio, ma sicuramente tutti i tipi di taglio contengono proteine di alta qualità e senza carboidrati. Le proteine ​​sono i mattoni con cui i muscoli si costruiscono, e questi mattoni sono a loro volta composti di aminoacidi.

Magra o grassa a seconda del taglio

Ci sono venti aminoacidi che sono essenziali per la vita, e la carne di maiale li contiene tutti. Certo, il profilo nutrizionale della carne di maiale varia notevolmente a seconda del taglio di carne, volendo fare due esempi opposti, una fetta di pancetta cotta contiene quarantaquattro calorie, quattro grammi di grasso e quasi tre grammi di proteine, mentreuna porzione di magra lonza di maiale contiene centosessanta calorie, ventidue grammi di proteine ​​e circa sette grammi di grassi.

Pare dunque evidente che la massificazione del concetto per cui la carne di maiale fa male perché grassa si basa su fondamenti e credenze errate. Alcuni tagli di carne di maiale sono addirittura da consigliare ai pazienti affetti da dislipidemie o malattie del fegato proprio perché completamente privi di grasso; come spesso avviene, la valutazione che si deve fare di questo alimento sta nella quantità e nella qualità del prodotto che si usa, oltre che nel tipo di cottura.

Dunque, per le feste, che si avvicinano, per i salutisti dell'ultima ora, il mio consiglio è di non escludere le proteine del maiale dalle cene luculliane delle prossime festività, anzi: magari può essere utile una maggiore attenzione sul modo di cucinare il maiale e su quali tagli più dietetici da usare… sarà un modo per riscoprire un animale che, nel secolo scorso, rappresentava per le famiglie che lo allevavano, una vera e propria fonte di ricchezza.