Arance (Vitamina C)L'acido L-ascorbico, detto anche ascorbato (vitamina C) è una vitamina idrosolubile con potere antiossidante con diverse funzioni nell'organismo. Chimicamente esiste in due forme, ma solo l'enantiomero (5R)-5-[(1S)-1,2-diidrossietil]-3,4-diidrossifurano-2(5H)-one è la vitamina C che il nostro organismo conosce.

Elemento molto idrosolubile, acido, presente in forma di cristalli inodori ed insapori, la vitamina C è assorbita dal corpo umano in bocca, nello stomaco e nell'intestino tenue grazie ad un processo osmotico legato al sodio.

L’importanza della vitamina C per il corpo umano è nota (rinforzo delle difese immunitarie, sintesi di collagene con rafforzamento di vasi sanguigni, pelle, muscoli ed ossa, allontana le allergie, regola il metabolismo della tiroide, della bile e degli ormoni steroidei, aumenta l’assorbimento del ferro, stimola la produzione di antiossidanti attenuando i segni della vecchiaia) e l’incapacità dell’uomo di prodursi vitamina C lo costringe ad assumere la stessa con la dieta quotidianamente: la quantità minima giornaliera di vitamina C è di circa 10 mg/die.

Una carenza di vitamina C causa una malattia detta “scorbuto”, patologia caratterizzata da anemia, emorragie, tardiva cicatrizzazione delle ferite, gengiviti con gengivorragie, osteoporosi delle ossa per ridotta produzione di collagene (nei bambini si può verificare un ritardo o arresto della crescita).

La vitamina C è presente in diversi alimenti: vegetali a foglia verde, peperoni, pomodori, kiwi, agrumi, ciliegia amazzonica, acerola e rosa canina. Il contenuto vitaminico degli alimenti può però variare in base al metodo di conservazione (se vengono tenuti all'aria per molto tempo o dentro contenitori di metallo) o di cottura (la bollitura può portare perdite di vitamina C sino al 70%).

Diversi studi cercano di indicare nella vitamina C un prodotto naturale che, integrato alla normale alimentazione, favorirebbe nel metabolismo del corpo umano, lo smaltimento dei grassi. Ciò avverrebbe perché la vitamina C partecipa al ciclo metabolico della produzione di carnitina, elemento determinante nella ossidazione lipidica e dunque nel bruciare i grassi.

Ma quanto affermato è più oggetto di teorie che di reali dimostrazioni scientifiche se non addirittura di mere speculazioni; di certo un uso eccessivo di vitamina C qualche problema lo causa, specie a carico dell’apparato gastrointestinale con nausea, crampi addominali, diarrea e flatulenza.

Che poi la vitamina C possa coadiuvare un percorso di dieta ed attività fisica, è indubbio sostenere che possa anche contribuire in modo determinante nel bruciare i grassi in eccesso, specie se si segue una dieta dimagrante iperproteica ed ipocalorica.