Piatto di polette con il sugo

Quando ho pensato di scrivere questo argomento ho ripensato alle famose parole di mia madre, che in estate, dopo la pasta con salsa e polpette, mangiata voracemente in spiaggia dopo una mattinata di giochi, mi diceva: "niente mare per almeno tre ore". Allora quelle parole mi facevano antipatia, oggi le capisco …

L'influenza dell'esercizio fisico, e dunque della pratica sportiva, sulla digestione gastrica in particolare, è nota, scientificamente ed empiricamente, ed è dunque giusto confermare quelle parole di cui sopra affermando che è inopportuna la somministrazione di un pasto abbondante prima di una attività fisica, specie se intensa.

Perchè non si deve mangiare prima di fare attività fisica?

La causa, la motivazione, è spiegata dalla fisiologia, dalla natura: l’esercizio fisico necessita di un apporto vascolare importante, che viene in modo significativo sottratto ad altri organi, tra questi lo stomaco appunto; una ridotta irrorazione sanguigna dello stomaco porta ad una sua ipo-funzionalità, dunque un pasto in prossimità di una attività fisica può scatenare fenomeni legati ad una disfunzione gastrica, come nausea, capogiri, palpitazioni, vomito, perché no, anche la perdita dei sensi.

Questi sono tutti sintomi correlabili ad una gastrite acuta, è chiaro che questo vale per le grandi linee, un esercizio muscolare moderato o di basso impatto energetico, può associarsi in prossimità ad un pasto abbondante, ma in questi casi bisogna andarsene come sempre sul dato pratico, sulla esperienza, quelle delle polpette al sugo con pastasciutta, per intenderci.

Un soggetto ad esempio più ansioso, più nervoso, non deve sottoporsi a pasti importanti prima di una gara, anche se l’esercizio fisico è moderato, poiché fenomeni di natura nervosa possono scatenare il fenomeno gastrite in ogni caso, con fenomeni anche di colite acuta, con diarrea e crampi addominali.

La tecnologia a favore degli sportivi

Comunque, oggi, la tecnologia ci viene incontro, e la conoscenza dei fenomeni fisiologici alla base della digestione, consente un approccio dietetico più appropriato. Nelle gare di resistenza (endurance), dunque gran fondo di ciclismo, maratone, ultramaratone, eccetera, l’atleta può usare tutta una serie di integratori (barrette energetiche, malto destrine, gel alimentari) che consentono un approvvigionamento energetico importante senza innescare tutti quei malesseri derivanti da insufficiente masticazione, alterata secrezione pancreatica ed epatica, gastrite e via dicendo. Non vi è dunque una regola scientifica da seguire, ma il buon esempio della esperienza, ed una personalizzazione del rapporto con il cibo con lo sport che si svolge: in questi casi la regola per cui "nessun medico è migliore di se stesso" vale oro.