Mangiarsi le unghiaL’ansia non è una malattia propriamente detta, è più un sintomo, una condizione che può presentarsi in molte situazioni cliniche o malattie, ma anche in soggetti apparentemente sani, sottoposti più a stress di natura psicologica che fisica. Quando l’ansia è da definirsi una componente di una malattia o frutto di un eccesso di lavoro, problemi, o altro? Un medico dovrebbe fare diagnosi, tuttavia il buon senso di chi circonda il soggetto ansioso è fondamentale.

Tre sono i quesiti da porsi:

  1. L’ansia è un disturbo primario?
  2. L’ansia è secondaria ad altre malattie già note o alla assunzione di determinati medicinali?
  3. Si tratta di ansia “situazionale” (cioè dovuta ad un determinato contesto)?

L’ansia è, nella maggior parte dei casi, una esperienza universale (tutti abbiamo sofferto almeno una volta di attacchi d'ansia) che può essere naturale (se legata ad una condizione di adattamento, limitata dunque nel tempo in rapporto ad un fattore che determina stress) o patologica; il confine tra le due condizioni è difficile da stabilire, ma l’esperienza di chi ci circonda può già fornire un valido aiuto al medico che deve diagnosticare, anche perché è comune che il soggetto ansioso non se ne accorga e non riesca ad essere obiettivo nelle risposte da fornire ai quesiti del medico. Se non gestita, l’ansia si può tradurre in una alterazione importante delle capacità funzionali quotidiane del soggetto e della sua qualità della vita.

Un elenco semplice di situazioni in cui l’ansia accompagna il quadro clinico è il seguente:

1) Ansia primaria

  • Fobia semplice
  • Disturbo d’ansia generalizzato
  • Crisi di panico con o senza agorafobia
  • Fobia sociale
  • Disturbo ossessivo-compulsivo
  • Stress post-traumatico
  • Stress acuto

2) Ansia secondaria a condizioni cliniche

  • Depressione, psicosi
  • Abuso di droghe o alcool
  • Sindrome da sospensione
  • Uso di farmaci (digitale, efedrina, cortisonici)
  • Malattie metaboliche (ipertiroidismo)
  • Dolore cronico (malattie tumorali)

3) Ansia situazionale

  • Conflitti familiari
  • Conflitti di coppia
  • Problemi finanziari o professionali
  • Lutti
  • Interruzione di rapporti sentimentali
  • Scarsa capacità di adattamento a stress sociali

 

Quali sono i sintomi di uno stato ansioso? Sono vari e non sempre si presentano tutti insieme e con la stessa intensità, proviamo a riepilogarli:

  • senso di oppressione toracica (la sensazione dell’infarto vero e proprio)
  • palpitazioni e battito cardiaco accelerato (tachicardia)
  • sensazione di soffocamento o comunque di difficoltà a respirare (dispnea)
  • tendenza ad aumentare la frequenza respiratoria (tachipnea o iperventilazione)

 

Come curare l’ansia? Beh, ricette pronte non ve ne sono… innanzi tutto, se vogliamo affidarci al fai da te, bisogna provare ad allontanarsi da quelle situazioni che ci creano ansia, dunque staccare la spina quando è possibile, facendo cose che rilassano (ed ognuno di noi sa in cuor suo cosa ci rilassa!). Lavori manuali, bricolage, un animale da accudire, attività sportiva, centro benessere, taglio e cucito, sesso (perché no! Ottimo anti-stress per chi gradisce!)… insomma, ognuno deve provare a scegliere qualcosa che rappresenti una valvola di sfogo per un animo ansioso paragonabile ad una pentola a pressione, bisogna dunque trovare quella valvola che riduca la “pressione” all’interno dell’organismo-psiche.

A questo si può associare un supporto “farmacologico” fai da te con integratori che regolano il sonno, a base di melatonina, e di prodotti omeopatici o naturopatici o fitoterapici capaci di fornire relax (si pensi alla valeriana, alla camomilla, e cosi via).

Se non si è capaci di trovarlo da soli o con l’aiuto di amici, o se quanto trovato non risulta sufficiente a ridurre lo stato ansioso, allora è utile rivolgersi ad un medico o ad uno psicologo, per compiere un percorso più profondo, fatto di accertamenti clinici e terapia (farmacologica, a base di ansiolitici ed antidepressivi e di supporto con psicoterapia); l’augurio per tutti però è quello di sapersi gestire e di capire quando è il momento di staccare temporaneamente la spina per evitare sovraccarichi energetici!