Vignetta divertente di uomo influenzatoInverno spesso è sinonimo di influenza, dunque con i primi freddi arrivano anche gli acciacchi tipici di stagione. Ma cosa è l’influenza. È una sindrome clinica determinata da una infezione, dunque una malattia infettiva acuta causata da virus (nello specifico virus ad RNA a singola elica, della famiglia orthomixovirus).

Questo piccolo “animale”, aiutato dal freddo, riesce a colonizzare la gola e le vie aeree superiori in genere, determinando la sindrome influenzale che si può manifestare con un corteo di sintomi vario e con gravità varia:

  • dolore alle articolazioni diffuso;
  • febbre;
  • senso di stanchezza (astenia);
  • mal di testa (cefalea);
  • dolore alla gola alla deglutizione (faringodinia);
  • brividi di freddo;
  • tosse (secca in genere) insistente;
  • nausea;
  • vomito;
  • diarrea.

Il corpo umano, in genere, nell’arco di 3-5 giorni, riesce a creare le difese contro il virus responsabile di questi acciacchi e la situazione generalmente regredisce spontaneamente, lasciando talora qualche strascico (fiacchezza per qualche settimana).

La diagnosi si basa prevalentemente sui sintomi e sul fatto che comunemente la malattia ha una esplosione epidemica nei mesi più freddi (il virus infatti si trasmette da un soggetto all’altro con facilità). Non servono esami di sangue o accertamenti specifici, la diagnosi è semplice per un medico, e la terapia si basa su pochi cardini essenziali:

  • riposo (astensione da sport e lavoro) per qualche giorno;
  • paracetamolo (per episodi febbrili sopra i 38°C o per i dolori articolari);
  • sciroppi (per sedare la tosse o per “maturarla”, come si dice);
  • caramelle balsamiche o prodotti naturali che favoriscano la respirazione, specie nelle ore notturne;
  • alimentazione semplice (evitare pietanze ipercaloriche o che impegnino la digestione, evitare pasti abbondanti, alcolici, e dolci, cercare di introdurre liquidi per ridurre la temperatura corporea);
  • alimentarsi con prodotti che rafforzano il sistema immunitario (agrumi, ricchi di vitamina C, verdure a foglia verde, ricchi di antiossidanti, yogurt per facilitare la digestione e regolarizzare l’intestino);
  • eventuale terapia farmacologica antivirale (amantadina e zanamivir) per limitare la diffusione del virus nel corpo (sono terapie che si effettuano sotto prescrizione medica e su situazioni specifiche, come soggetti a rischio, malati, immunodeficitari, eccetera).

L’impatto sociale di questa malattia, nella gran parte dei casi a decorso benigno, è importante, e la prevenzione può giocare un grande ruolo: la vaccinazione permette di contrastare, limitare, se non abolire il rischio di una infezione influenzale. L’immunoprofilassi vaccinale si consiglia nei seguenti pazienti:

  • persone anziane sopra i 65 anni di età;
  • pazienti con malattie croniche del cuore, del fegato o dei reni;
  • pazienti con diabete;
  • pazienti con malattie del sistema immunitario (ad esempio malati di AIDS);
  • pazienti con anemia cronica;
  • bambini in trattamento cronico con salicilati;
  • personale sanitario o che per esposizione professionale vengono a contatto con molte persone;
  • bambini in genere.

Raramente si possono verificare casi di polmonite e bronchite.