disegno di uomo che russa a letto e donna che si copre le orecchie con il cuscino

La Sindrome delle Apnee Notturne è una condizione clinica molto comune, che si caratterizza per pause o interruzioni della normale attività ventilatoria durante il sonno notturno, associata spesso a russamento. Ancora oggi molti medici non la considerano patologica, al massimo un fastidio di tipo acustico (spesso il paziente russa al punto di svegliare il vicino di letto), ma in realtà può essere la spia di patologie ulteriori, oltre che espone di fatto a rischi il paziente che ne soffre.

Cos'è l'apnea notturna?

Si può parlare di apnea notturna quando abbiamo eventi respiratori con riduzione del flusso aereo maggiore del 90%, per una durata maggiore di dieci secondi, senza necessariamente una desaturazione del sangue di ossigeno o di altre anomalie. L’apnea può essere classificata in tre forme, in base alla causa:

  • ostruttiva (forma sostenuta da sforzo inspiratorio toraco-addominale)
  • centrale (assenza di sforzo inspiratorio con cessazione del flusso con mantenuta pervietà delle alte vie respiratorie, forma associata prevalentemente al respiro periodico di Cheyne-Stokes nello scompenso cardiaco cronico)
  • mista (lo sforzo inspiratorio inizialmente assente, si manifesta alla fine dell’evento)

Come si diagnostica l'apnea notturna?

La diagnosi di apnea notturna ostruttiva necessita del rilevamento di almeno uno o più di questi fattori: sonnolenza diurna, stanchezza, sonno non riposante o insonnia, risvegli con sensazione di respiro bloccato, tosse o fame d’aria, forte russamento, pause respiratorie nel sonno riferite dal partner.

Fattori di rischio per la insorgenza di questa patologia sono: l’obesità, il diabete mellito, la sindrome dismetabolica, patologie tiroidee come l’ipotiroidismo, le broncopatie croniche, la aterosclerosi cerebrale, alterazioni della meccanica mandibolare, anomalie ostruttive delle prime vie aeree, alterazioni ormonali come la riduzione di progesterone, uso di alcool, fumo, prolasso del palato molle, megalia dell’ugola, aumentata circonferenza del collo, ipertrofia adenoidale e tonsillare, eccetera.

Cosa comporta l'apnea notturna?

Questo disturbo respiratorio della Sindrome delle Apnee Ostruttive nel Sonno, identificata con l’acronimo OSAS dall’inglese "Obstructive Sleep Apnea Syndrome", determina uno sforzo respiratorio notturno con il rischio di conseguenti ripercussioni anche sul cuore, sul circolo, sulla ventilazione con possibile compromissione della ossigenazione notturna.

Una diagnosi corretta di OSAS, come detto, necessita di una buona raccolta di informazioni sulle condizioni cliniche del paziente (anamnesi): la presenza di russamento, persistente o ricorrente (da almeno sei mesi), di pause respiratorie nel sonno riferite dal compagno di letto o di stanza, i risvegli improvvisi con sensazione di "fame d’aria" (gasping during sleep) al termine di una apnea o ipopnea, un sonno notturno non riposante ed agitato con frequenti movimenti, talora insonnia con numerosi e brevi risvegli durante la notte, sudorazione notturna eccessiva (soprattutto sulla nuca, collo, torace), nicturia ed enuresi notturna devono far sospettare la patologie, che presenta anche sintomi diurni, in gran parte conseguenze del sonno notturno non riposante  (sonnolenza eccessiva che può rappresentare un fattore di rischio per la sicurezza propria ed altrui).

Alla diagnosi un contributo importante può essere fornito dalla polisonnografia, e da rilievi strumentali neurologici come l’elettroencefalogramma.

Come si cura l'apnea notturna?

La rimozione di cause meccaniche (ad esempio ipertrofia di adenoidi o tonsille) prevede ovviamente un approccio chirurgico, la riduzione dei fattori di rischio (obesità, uso di alcolici, fumo di sigarette) è un passaggio caldamente consigliato; nulla vieta, in assenza di controindicazioni, l’uso di farmaci come la teofillina, l’almitrina, la nicotina, l’amitriptilina, la fluoxetina, gli antiandrogeni nell’uomo e gli estroprogestinici nella donna. La terapia sostitutiva con ormone tiroideo può essere risolutiva nel trattamento dell’OSAS in casi di ipotiroidismo.

Un trattamento sintomatico dell’OSAS consiste nell’uso di dispositivi o di procedure che agendo sulle prime vie aeree, spesso sede dell’ostruzione sonno-correlata, ne assicurano la pervietà. Diverse opzioni oggi sono possibili: l’applicazione di una pressione positiva continua nelle vie aeree (continuous positive airway pressure - CPAP) o l’applicazione di dispositivi orali.

I dispositivi CPAP forniscono una pressione d'aria costante nella via aerea superiore attraverso una mascherina nasale capace di mantenere aperta la via aerea durante il sonno, in modo da evitare l’apnea. Un microprocessore controlla l’apparecchio che  agisce come un sostegno pneumatico e la sua efficacia è scientificamente documentata; clinicamente l’applicazione della CPAP determina l’immediata scomparsa del russamento e delle apnee con miglioramento della sonnolenza diurna.