Rappresentazione Aneurisma aorta addominale

L’aorta è il principale vaso arterioso del corpo, che origina dal cuore e, a forma di “J” rovesciata, consente alla pompa cardiaca di spingere il sangue ossigenato nei vari distretti periferici.

Come è fatta l'Aorta?

L'aorta è un vero e proprio tubo, simile ai tubi di gomma del giardino, che origina dal ventricolo sinistro del cuore, distinto in diversi segmenti successivi tra di loro, sulla base della regione anatomica occupata e della forma assunta:

  • Aorta Ascendente
  • Arco Aortico
  • Aorta Discendente
  • Aorta Toraco-addominale

Questa condotta flessibile presenta una parete a strati, che dall’interno all’esterno sono definiti come segue:

  • Tonaca Interna: Intima, costituita da cellule di rivestimento (cellule endoteliali o endoteliociti)
  • Tonaca Media: Elastica, fatta da cellule di tessuto elastico e fibre muscolari lisce
  • Tonaca Esterna: Avventizia, formata da cellule di tessuto connettivo collagene

Cos'e l'aneurisma dell'aorta?

Quando la parete dell’aorta perde consistenza, essa, a seguito della progressiva degenerazione conseguente alla quotidiana usura per il passaggio di sangue, rischia di deformarsi e dilatarsi, portando alla formazione dell’aneurisma, termine che deriva dal greco “aneurysma”: dilatazione patologica di di un segmento arterioso che supera di oltre il 50% il calibro originale della stessa arteria. L’aneurisma dell'aorta è una condizione patologica, che mette a rischio il paziente, e che deve essere distinta dalla ectasia, termine con cui si indica invece una modesta dilatazione di un vaso arterioso dovuta al fisiologico fenomeno dell’invecchiamento.

L’aneurisma dell’aorta è una condizione che può colpire uno o più segmenti della stessa aorta, o anche parte di alcuni dei suoi rami periferici, per cui si parla di aneurisma dell’arco aortico, aneurisma dell’aorta discendente, aneurisma toracico, aneurisma addominale, eccetera.

Cosa può causare l'aneurisma dell'aorta?

Come accennato, l’aneurisma è il frutto di una progressiva degenerazione, assottigliamento, infiammazione e conseguente scompaginamento delle guaine precedentemente indicate che costituiscono le pareti dell’aorta; in questo processo evolutivo, un ruolo giocano come fattore scatenante, condizioni come:

  • aterosclerosi
  • malattie del tessuto connettivo (Sindrome di Marfan, Sindrome di Ehlers-Danlos)
  • necrosi cistica della media
  • Malattie reumatiche vasculitiche (granulomatosi, arterite a cellule giganti, arterite di Takayasu)
  • Sifilide
  • Dissezione aortica
  • Traumi toraco-addominali (frequenti negli sport di contatto, come football americano, rugby, calcio, pallacanestro, o nei traumi stradali)
  • Infezioni
  • Gravidanza

Alla azione “scatenante” segue l’azione “erosiva” del sangue che giornalmente passa dall’aorta: in una condotta non integra questo flusso continuo è capace di erodere ulteriormente la parete (secondo il principio fisico di La Place), sia attraverso l’azione pressoria che attraverso una azione meccanica, sino al punto di dilatarla (la parete tende a cedere sotto l’azione esterna, sino al punto di rompersi).

Quali sono i sintomi dell'aneurisma dell'aorta?

Dal punto di vista clinico il 40% degli aneurismi dell’aorta è asintomatico, spesso riscontrato in età avanzata, ma molto più comune di quanto si pensi tra i giovani, con prevalenza nel sesso maschile: quando si rilevano segni e sintomi, i più comuni possono essere i seguenti:

  • dolore toracico o addominale diurno e notturno (di tipo lancinante o lacerante)
  • sudorazione fredda, differenza di pressione o mancanza di polso agli  arti, brusche variazioni della pressione arteriosa
  • disfonia (raucedine)
  • disfagia
  • tosse, dispnea
  • angina
  • pletora e edema
  • formazione frequente di emboli con aumentato rischio di ictus
  • ischemie delle estremità
  • infarto renale
  • ischemia mesenterica
  • anomala pulsazione addominale (una massa addominale che si espande o pulsa può suggerire la presenza di un aneurisma addominale)
  • edema degli arti inferiori, con gambe gonfie
  • talora erosione di un corpo vertebrale da parte della massa aneurismatica
  • alterazioni discromiche agli arti inferiori (dita bluastre, cianotiche)

Segni clinici rilevabili da un medico possono essere:

  • soffio da rigurgito aortico con o senza manifestazioni periferiche
  • ampia pressione differenziale
  • deviazione tracheale
  • soffio paravertebrale sinistro

Come si diagnostica un aneurisma dell'aorta?

Una diagnosi è comunque difficile, nelle fasi precoci, e passa attraverso una serie di indagini quali:

  • radiografia del torace
  • Tomografia Computerizzata
  • Aortografia
  • Angio-Risonanza Magnetica
  • Ecocardiografia trans-toracica
  • Ecocardiografia trans-esofagea

Come accennato, l’evoluzione naturale degli aneurismi vascolari, e quello dell’aorta è uno di questi, è la progressiva dilatazione sino alla possibile rottura del vaso, evento quest’ultimo che può portare a morte il paziente.

Una diagnosi precoce è importante poiché l’aneurisma può essere trattato farmacologicamente con farmaci per la pressione, come i beta bloccanti, capaci di ridurre la pressione arteriosa e la frequenza cardiaca e dunque capaci di ridurre l’insulto meccanico quotidiano cui la lesione è giornalmente esposta.

Cure e terapie per l'aneurisma dell'aorta

Nei casi a rischio, il trattamento è sempre chirurgico, con la sostituzione del segmento arterioso lesionato con protesi sintetiche o con endoprotesi. Gli aneurismi dell'aorta, specie di quella addominale, possono rompersi e provocare emorragie importanti tali da portare anche alla morte dell'individuo. Sintomi e segni provocati dalla rottura di un aneurisma addominale sono:

  • Dolore lancinante persistente a livello addominale e lombare, che si irradia alle gambe
  • Intensa sudorazione con vertigini, nausea e vomito
  • Ipotensione (cioè bassa pressione arteriosa) con lipotimia (svenimento)
  • Polso veloce (tachicardia) con affanno respiratorio
  • Perdita di conoscenza con aumento del volume addominale (per il sanguinamento in sede).

In presenza di una rottura aneurismatica, un intervento medico, pur se tempestivo, può non salvare la vita del paziente.