donna con pancione da gravidanzaLa gravidanza e l'allattamento sono due momenti della vita di una donna particolari, oltre che per i risvolti affettivi, sociali ed umani, anche per l'aspetto alimentare, in quanto l'alimentazione si deve modificare per favorire una buona evoluzione della gravidanza e un adeguato accrescimento del concepimento. Condizioni di peso ottimali sono consigliabili per un positivo andamento della gravidanza e dunque le aumentate richieste alimentari (si mangia per due!) devono essere soddisfatte ma non in eccesso. L'incremento di peso che si dovrebbe avere al termine di un periodo di gestazione va tra un minimo di 8 kg ad un massimo di 12 kg, in funzione anche della struttura della mamma (longilinea, brevilinea, etc).

Nel primo trimestre non vi dovrebbero essere mai importanti modificazioni del peso; nel secondo e terzo trimestre è definito normale un aumento di circa 500-700 grammi alla settimana. La dieta deve essere equilibrata e varia nella scelta degli alimenti, cotti in modo semplice.

Consigli utili nella fase della gravidanza possono essere i seguenti:

  • Modesta assunzione di bevande alcoliche (massimo ½ bicchiere di vino al giorno)
  • Evitare i pasti abbondanti
  • Frazionare l'assunzione di cibo (meglio inserire spuntini che fare pasti unici)
  • Incrementare l'uso del latte e dei suoi derivati
  • Privilegiare gli alimenti contenenti proteine ad elevato valore biologico (carne)
  • Aumentare il consumo di alimenti integrali e fibra
  • Aumentare il consumo di frutta e verdura fresche
  • Limitare l'uso di tè, caffè, ed integratori stimolanti (ginseng, guaranà, etc)
  • Evitare insaccati, scatolame, prodotti di lunga conservazione, molluschi e crostacei, frutta secca e derivati, dolci in genere

Un consiglio importante è quello di non azzardare diete restrittive nella fase terminale della gravidanza, come talvolta succede quando ci si accorge di avere preso troppo peso: un calo ponderale eccessivo per dieta eccessivamente ipocalorica può creare nel metabolismo del corpo uno stato di chetosi cronica (acetone) che può avere conseguenze terribili per il feto.

Nella fase dell'allattamento (per inciso nulla è paragonabile al latte materno, con buona pace dei produttori di latte in polvere e quant'altro per neonati), il numero delle poppate varia molto, da quattro a tredici (in un congresso ricordo di un collega che disse che se la madre era stata famelica da neonata, non può pretendere nulla di diverso dal suo neonato!), e non sempre gli schemi rigidi devono essere rispettati; alcuni sostengono la condizione di “continuous contact species”, caratteristica della specie umana. Sicuramente non tutte le donne riescono ad avere questa fortuna, per cui aiutarsi con i vari prodotti commerciali non è sbagliato. Per chi allatta una dieta attenta ed equilibrata è utile per compensare le necessità fisiologiche dell'allattamento che in gran parte comunque derivano dalle riserve di tessuto adiposo (grasso) accumulatosi nella gravidanza. In genere quindici giorni dopo il parto il quantitativo di latte prodotto dalla madre è di circa 500-700 ml, in seguito può arrivare a 900 ml.

Per far sì che il latte materno sia adeguato per il bambino vi sono piccole regole-guida da rispettare:

  • Preferire tutti i grassi di origine vegetale (olio di oliva al posto del burro)
  • Aumentare il consumo di frutta e verdura fresche
  • Privilegiare latte, formaggi, pesce, uova e carne nell'ordine
  • Evitare cibi piccanti, spezie ed alcolici
  • Evitare ricette elaborate e metodi di cottura “pesanti” come la frittura
  • Limitare l'uso di tè, caffè, ed integratori stimolanti (ginseng, guaranà, etc)
  • Evitare insaccati, scatolame, prodotti di lunga conservazione, molluschi e crostacei, frutta secca e derivati, selvaggina e carne ovina
  • Ridurre l'apporto di sale