Il bisturi nella cura dell'obesitàSempre più frequente è “l’uso del bisturi” per rimuovere il grasso in eccesso l'obesità: alcuni sono veri e propri interventi chirurgici, da eseguirsi in anestesia totale, altri sono interventi di microchirurgia che possono essere fatti ambulatorialmente anche in day hospital.

Chiarirsi le idee non è male, per cui proverò a fare un riassunto esaustivo di tutte le terapie aggressive per la lotta al grasso corporeo, che per consiglio personale, sono da prendersi in considerazione come ultima possibilità nel trattamento del soprappeso e dell' obesità: un intervento chirurgico infatti è risolutivo sul momento, ma non preclude la possibilità di ingrassare poi se non si modificano i due elementi fondamentali che determinano l’aumento del peso corporeo nella maggior parte dei casi: eccessi alimentari e scarsa attività fisica.

1) La chirurgia bariatrica

Chiamata anche chirurgia dell'obesità, prende il nome dal greco barus (peso) e si occupa specificamente del trattamento chirurgico dei pazienti con obesità patologica (con alti indici di massa corporea). Alla chirurgia bariatrica dunque accedono soggetti volgarmente detti grandi obesi, che proprio per il loro grande peso rischiano la vita giornalmente o la loro integrità fisica: ad essi la chirurgia bariatrica offre una riduzione del rischio di mortalità e di sviluppare nuove malattie (diabete, ipertensione, infarti, eccetera).

I risultati di questi interventi sono certi: le perdite di peso sono notevoli, il rischio di recupero del peso è bassissimo. L’accesso alla chirurgia bariatrica è altamente selettivo, dunque non ci si aspetti di poterla effettuare per motivi meramente estetici. I criteri ad oggi adottati in Italia per potere accedere a tale tipo di intervento sono i seguenti:

  • maggiore età (per specifiche implicazioni medico-legali e perché ad oggi non è nota la risposta di un corpo in crescita ad un trattamento così aggressivo);
  • assente o scarsa risposta del paziente al normale approccio terapeutico (in genere sono soggetti che pur eseguendo diete, attività fisica, o assumendo farmaci sotto controllo medico, non riescono comunque a dimagrire);
  • soggetti complessivamente sani con un Indice di Massa Corporea (IMC) maggiore o uguale a 40,00 kg/m²;
  • soggetti con un IMC compreso tra 35 e 39,99 kg/m² ma con una o più malattie/complicanze documentate conseguenti appunto all'obesità (apnee notturne con rischio di morte nel sonno, coronaropatie, aterosclerosi, diabete mellito di tipo 2, ipertensione arteriosa, alterazione del livello dei lipidi nel sangue come ipercolesterolemia e iperlipidemie, artrosi delle articolazioni da severo carico, eccetera);
  • predisposizione psicologica del paziente (il paziente che si sottopone a tale tipo di intervento viene psicologicamente analizzato e indotto alla presa di coscienza di un impegno importante da prendere nel decorso post-operatorio, che dovrà protrarsi per tutta la vita. Rigorose linee guida alimentari, attività fisica regolare, stile di vita sano sono elementi essenziali che il paziente deve fare suoi per non rendere vano tale approccio chirurgico);
  • valutazione anestesiologica negativa (non vi devono essere malattie concomitanti o condizioni che impediscano l’approccio all'intervento in quanto tale). Volendo rimanere in ambito strettamente territoriale, in Italia vi sono tre tipi di interventi di chirurgia bariatrica, supportati da ampie casistiche, che hanno dimostrato di dare buoni risultati a medio e lungo termine, e non solo per la bravura dei chirurghi (ovviamente fondamentale), ma anche dello staff (infermieri, psicologi, dietisti, eccetera) che attorno al chirurgo riesce a motivare il paziente ad intraprendere quel percorso virtuoso che lo porterà a non ingrassare più. Alla chirurgia bariatrica dunque appartengono i seguenti tipi di intervento

2) Intervento chirurgico gastro-restrittivo

Appartengono a questa tipologia il bendaggio gastrico regolabile (il più frequente in Italia), la gastroplastica verticale e la   gastrectomia verticale parziale (sleeve gastrectomy). Questi interventi limitano meccanicamente l'introduzione di cibo riducendo il volume, e dunque la capacità gastrica del paziente. Spesso infatti i pazienti obesi hanno uno stomaco più grande e dunque difficilmente “saziabile da qui l’idea di “riempirlo parzialmente” (come nel caso del bendaggio gastrico, di cui si parlerà in seguito, che crea un anello che “strozza” lo stomaco) o di ridurne la capacità di immagazzinamento (come nel caso degli altri due), riducendo così la quantità di cibo che si può assumere in un solo pasto. Il paziente dunque si sazia prima e per più tempo tendendo a perdere peso.

3) Intervento chirurgico misto

Sono quegli interventi di chirurgia in cui si abbina la componente gastro-restrittiva di cui si è detto, con la formazione di una tasca gastrica di ridotte dimensioni, con un ridotto assorbimento del cibo. Il più comune intervento di questo tipo in Italia è il bypass gastrico: il chirurgo crea una piccola tasca gastrica (riduce dunque il volume dello stomaco) e la collega direttamente all'intestino tenue, a distanza variabile dal duodeno; se ne deduce che il paziente non solo si ritrova uno stomaco di più piccole dimensioni, che lo induce a saziarsi precocemente, ma in aggiunta il cibo ingerito non passa per tutto il tratto digestivo-assorbitivo, ne salta la parte iniziale, dunque si riduce conseguentemente il numero di calorie assorbibili dal paziente: questo “bypass” non implica l'asportazione di nessuna parte dello stomaco e dell'intestino, ma una volta eseguito non consente più di esplorare con le tradizionali metodiche stomaco, duodeno e vie biliari.

4) Intervento chirurgico malassorbitivo

E' il tipo di intervento chirurgico meno comune, ma comunque eseguibile in Italia, in cui si riducono in modo aggressivo, invasivo ed irreversibile le dimensioni dello stomaco agganciandolo in modo permanente alla parte terminale dell’intestino tenue. Riducendo il volume di cibo ingerito e la possibilità di assorbimento in modo drastico, il calo ponderale è certo e notevole. Questo tipo di intervento (cui appartengono le tre varianti di diversione biliopancreatica, classica di Scopinaro, con resezione gastrica verticale (duodenal switch) e con conservazione dello stomaco) offrono al paziente obeso maggiori probabilità di riuscire a mantenere la riduzione del peso corporeo nel lungo periodo.

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