Fischi e ronzii nell'orecchio dovuti agli acufeniChi non ha mai sentito parlare di acufene? Sono solo stime, ma in Italia e nel mondo occidentale il sintomo dell’acufene o degli acufeni è più comune di quanto si pensi (dal 10 al 15% della popolazione ne viene colpita annualmente), spesso responsabile di cattivo umore e depressione, oltre che di importanti alterazioni della qualità di vita ordinaria, al punto che ci sono alcuni indirizzi scientifici che portano al trattamento dell’acufene più dal punto di vista psicologico che medico.

Ma cosa è l’acufene?

Spesso considerato come un "inutile ronzio" o un "comune fischietto", dal punto di vista scientifico l'acufene  è una percezione acustica non organizzata non realmente prodotta da alcuna sorgente sonora né all'interno né all'esterno del nostro corpo. Detto anche tinnitus (in latino ed in inglese), esso può essere percepito come un rumore fastidioso di varia qualità:

  • fischi;
  • ronzii;
  • fruscii;
  • crepitii;
  • soffi;
  • pulsazioni.

Come detto, può divenire talmente fastidioso da influire sulla qualità della vita.

La genesi di questo sintomo avviene all'interno dell'apparato uditivo, ma il paziente pensa che siano rumori esterni, provocati da qualcosa. Nella realtà sono rumori che solo chi ne soffre può sentire, a seguito di una alterata funzione dell’orecchio. “qualcuno ti pensa se ti fischia l'orecchio”, è uno dei detti più comuni per giustificare uno dei tanti modi di presentarsi del tinnitus o acufene, che spesso è fastidioso, in altri casi è presente ma non disturba il paziente.

La classificazione degli acufeni è varia, la più semplice a mio parere è quella relativa alla oggettività o soggettività del rumore percepito. Si chiamano acufeni oggettivi quei rari acufeni generati all'interno del corpo umano, tipo quelli originati da un flusso vascolare particolare o da contrazioni muscolari, e dunque rilevabili anche dall'esterno, si definiscono invece acufeni soggettivi (i più frequenti) quelli in cui il soggetto percepisce un suono che non è rilevabile e non creato realmente e fisicamente da qualcosa.

Identificare la causa di un acufene o di acufeni è difficile: essi possono essere indotti o associati a uso di farmaci (acido acetilsalicilico o aspirina, aminoglicosidi, antidepressivi), da abusi alimentari (alcool, caffeina), a patologie a carico del sistema ormonale (fibromialgia, sindrome premestruale, menopausa, scompensi ormonali di varia natura come l’ipertiroidismo, eccetera), o patologie specifiche del sistema nervoso centrale, dell’orecchio e dell’apparato muscolo scheletrico (si pensi al colpo di frusta, patologia in cui spesso si associa il sintomo acufene; ma non è infrequente l’acufene nei casi di artrosi cervicale).

L’associazione acufene e patologie varie è difficile da definire, non sempre avviene, ed è difficile spiegare perché avviene: l’acufene fisicamente deriva da un danno delle cellule ciliate cocleari, o del nervo acustico o delle vie nervose centrali, dunque di quel sistema che, collegato all’orecchio, consente al sistema nervoso di gestire udito ed equilibrio. Spesso questo danno è permanente, in altri casi il tinnitus è un sintomo-segno transitorio.

Qualora non regredisca entro i primi mesi dalla insorgenza, l’acufene può persistere negli anni successivi anche se talora in modo incostante divenendo uno stato invalidante, come detto, capace di alterare la psiche del malato, la sua vita di relazione, il ritmo sonno-veglia, le attitudini lavorative, il livello di attenzione e concentrazione, ed inducendo ansia e depressione.

Come si cura l’acufene? Senza volere annoiare alcuno, si elencano i “mezzi” di cui dispone il medico in presenza di un acufene:

  • Cura della causa associata (in presenza di un colpo di frusta bisogna curare la cervicale, in presenza di una sindrome premestruale bisogna regolare il ciclo, in presenza di una disfunzione dell’articolazione temporomandibolare bisogna curare l’occlusione dentale e così via);
  • Tinnitus Retraining Therapy (TRT) (letteralmente terapia di riabilitazione dall'acufene), consente di eliminare o ridurre decisamente la percezione dell’acufene indipendentemente dalla causa che lo ha originato, e si basa sull’uso di auricolari configurati ad un preciso livello sonoro, dunque con una terapia sonora il cui scopo è di innalzare l’attività di base dei neuroni uditivi con il fine ultimo di ridurre l’eccitabilità di alcune aree cerebrali e riclassificare come neutra la memoria acustica dell’acufene, cosicché il segnale aberrante sia filtrato e non più percepito. Dunque è un modo per “mascherare” l’acufene;
  • Trattamenti farmacologici: farmaci neuro modulanti, ansiolitici ed antidepressivi sono spesso usati per il trattamento del sintomo; sono usati in alcuni casi anche alcuni ormoni (ormone antidiuretico).
  • Terapia iperbarica: la ossigenoterapia iperbarica potrebbe essere utile per migliorare il disturbo se eseguita entro massimo tre mesi dall’insorgenza del danno (le linee guida della Società Italiana di Medicina Subacquea e Iperbarica raccomandano addirittura il trattamento entro 30 giorni).
  • Laser per acufeni (soft laser) - pubblicizzato come uno strumento in grado di favorire la rigenerazione cellulare delle cellule ciliate cocleari, in realtà è un laser la cui funzione non è nota (possibile un effetto placebo). La riparazione biologica delle cellule ciliate cocleari non è stata mai dimostrata scientificamente, dunque per questa terapia, da medico, non mi pronuncio a favore (mancano fondamenti scientifici), ma neanche contro (molti pazienti riferiscono miglioramenti, dunque bisogna tenerne conto).
  • Vasodilatatori e fluidificanti del sangue: anche l’uso di questi prodotti è molto discusso, perché se il principio è quello di rivitalizzare le cellule ciliate cocleari, beh… i presupposti fisiopatologici ancora non sono dimostrati! Ma, come prima, se il paziente ne ha un beneficio, perché no!? Sempre sotto controllo medico ovviamente.
  • Vitamine o additivi nutrizionali: qui la scienza è concorde. Nessuna influenza può attribuirsi all’uso di vitamine o integratori sulla terapia dell’acufene.
  • Agopuntura e acufene: merita un cenno poiché, da quanto affermato si evince che l’acufene è un problema articolato e complesso nella sua espressione che richiede specialisti esperti, formati e interessati al problema in più campi: l’agopuntura, insieme con altre terapie non convenzionali, può in alcuni casi svolgere un ruolo di complemento della terapia principale al fine di ridurre l’intensità, la durata e la frequenza degli acufeni.

E voi cosa ne pensate, avete mai sentito strani fischi o ronzii nell'orecchio? Pensate possa essere un acufene? Dite la vostra tramite lo spazio dei commenti.