La fibrosi muscolareLa fibrosi muscolare rappresenta una complicanza delle lesioni muscolari che comunemente possono colpire gli atleti o chi fa sport.

Quando un muscolo va incontro ad un episodio traumatico (contusione, elongazione, distrazione o strappo, usura), il processo infiammatorio che ne segue ha la funzione di riparare il tessuto danneggiato, per consentire il recupero completo del tessuto stesso.

Talora però il recupero completo non avviene (15% degli infortuni stimati: documentazione del ns studio), e si possono innescare degli esiti che, per un atleta che necessita della totale integrità del muscolo, possono rappresentare un serio problema, una ipovalidità in alcuni casi che limita la prestazione atletica.

Gli esiti di una lesione muscolare possono essere così classificati:

  • la falda liquida: è una raccolta fluida (liquido siero-ematico o essudativo) che in genere si raccoglie tra due fasce muscolari e che si crea come fenomeno infiammatorio reattivo. È un esito in genere in fase subacuta, facilmente risolvibile con una terapia di drenaggio.
  • la cisti siero-ematica: è una raccolta come quella sopra indicata che ha però avuto modo di “organizzarsi” in una forma cistica, circondata da tessuto fibroso; in genere riconosce una genesi a seguito di traumi contusivi e necessita di un approccio terapeutico più energico.
  • la fibrosi post-traumatica: è la complicanza più frequente, quella che dà origine al nome dell’articolo! Si forma in genere in conseguenza di lesioni muscolari da elongazione/stiramento, e si può considerare come una cicatrice fibrosa anomala che si sostituisce al normale tessuto elastico miofibrillare del muscolo. Questa “cicatrice” dà consistenza al muscolo, tuttavia ne riduce le capacità elastiche e la stessa capacità di sviluppare forza.
  • la calcificazione: anche questo è un evento relativamente frequente, colpisce in genere le giunzioni miotendinee, a seguito di stiramenti e trazioni, e si considerano come una sorta di metaplasia (alterazione della ricostruzione del tessuto miotendineo) per deposito anomalo di sali di calcio sul tessuto fibroso cicatriziale.
  • la miosite ossificante: è un evento raro ma possibile, recidiva di una lesione precedente non guarita che è stata messa nuovamente sotto carico dall’atleta. È un processo infiammatorio del muscolo sede di lesione (in genere una contusione, ma anche uno stiramento), che inadeguatamente sollecitato da una precoce recupero sportivo, tende ad organizzarsi con deposito di sali di calcio.

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