La dieta nell'ipertensione arteriosaSulla ipertensione arteriosa, malattia dell’apparato cardiovascolare caratterizzata da un rialzo della pressione esercitata dal transito del sangue nelle arterie, che espone al rischio di accidenti cardiovascolari, si è già parlato, e si ribadisce l’importanza fondamentale del controllo della malattia attraverso una sana gestione dell’alimentazione.

Le linee guida che sinteticamente si devono seguire sono le presenti: 

  • ove presente, ridurre l’obesità ed il sovrappeso riducendo l’apporto delle calorie;
  • eliminare drasticamente i cibi ad alto contenuto di sodio (ad esempio insaccati e formaggi stagionati, salmone affumicato, ecc.);
  • non usare mai il sale a tavola;
  • cuocere i cibi senza sale;
  • usare alimenti a basso contenuto di sodio (per intendersi cibi freschi o surgelati, frutta e verdura);
  • aromatizzare gli alimenti usando al posto del sale aromi saporiti come aceto, limone, aglio, peperoncino, eccetera;
  • se non si può fare a meno del sale, usare il sale dietetico;
  • evitare bevande alcoliche o alimenti nervini in eccesso (il caffè, ad esempio);
  • aumentare l’apporto di fibre alimentari;
  • diminuire il consumo di grassi saturi (burro, carne rossa).

Se si vuole riassumere il tutto in modo schematico, nella ipertensione sono da evitare o moderare: formaggi, burro, carni grasse, insaccati, cibi conservati sotto sale, in salamoia ed in scatola, essiccati, affumicati, bevande alcoliche, dadi per brodo, estratti di carne, pane comune, cracker, senape, mostarda, cacao, salse conservate.

Si devono invece privilegiare: pesce, legumi, verdura, frutta, mozzarella, formaggi freschi molli, ricotta, yogurt, pane toscano.