Il 5 luglio 2018 il Parlamento europeo in seduta plenaria deciderà l'approvazione della direttiva sul copyright che, se promulgata, limiterà significativamente la libertà di Internet. La libertà di informazione, invece di essere agevolata da un opportuno aggiornamento delle leggi sul diritto d'autore in Europa, per promuovere la partecipazione di tutti alla informazione e conoscenza, è fortemente minacciata attraverso la imposizione di nuove barriere, filtri e restrizioni. Se queste proposte fossero approvate, un articolo di giornale sui social network, una notizia scottante, o un parere scomodo, sarà impossibile trovarlo o condividerlo su un motore di ricerca. La stessa Wikipedia rischierebbe di chiudere. La proposta di legge ha la ferma disapprovazione di numerosi studiosi informatici. Viviamo, forse, in una democrazia, o almeno la consideriamo tale. Vogliamo continuare a pensarlo, vogliamo essere liberi di potere dire, affermare quello che vogliamo, prendendocene la responsabilità, civile e penale. Non è accettabile un pensiero unico, non è accettabile che commissioni ad hoc, o “esperti revisori” debbano dire cosa è giusto pubblicare e cosa no. I bizantinismi sono andati, eppure, da tempo, in Europa aleggia un comportamento diffuso, tra le alte sfere, volto ad imporre dogmaticamente qualsiasi decisione, senza la accettazione di alcuna contestazione, pur se giusta.  Proclamo ad alta voce la libertà di pensiero e muoia chi non la pensa come me”, “Un uomo è libero nel momento in cui desidera esserlo”,  Io combatto la tua idea, che è diversa dalla mia, ma sono pronto a battermi fino al prezzo della mia vita perché tu, la tua idea, possa esprimerla liberamente”: se condividete queste affermazioni non mie, ma rubate ad un francese di qualche secolo fa, che molti hanno studiato ma che si rischia di non vedere più su internet perché magari considerato eversivo, non allineato al pensiero pubblico, allora appartenete ad una genie di persone che ama la libertà, dunque approfondite l’argomento e, dove possibile … lottate con le armi che avete.